Pubblicazione Ufficiale
Amalfi Coast Media Award 2011

La giuria

Hanno fatto parte della Giuria dell'edizione 2011:
Gianni Letta (Presidente), Giulio Anselmi, Alessandro Barbano, Maurizio Belpietro, Virman Cusenza, Giuliano De Risi, Giampiero Gramaglia, Roberto Iadicicco, Paolo Liguori, Pierluigi Magnaschi, Giuseppe Marra, Antonio Martusciello, Mauro Mazza, Paolo Mieli, Pasquale Nonno, Mario Orfeo, Mario Pirani, Antonio Preziosi, Gianni Riotta, Mario Sechi e, di diritto, dai Presidenti dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti Enzo Iacopino e della Regione Campania Stefano Caldoro.

Il Comitato dei Garanti era così composto:
Segretario Generale Onorario della Presidenza della Repubblica Gaetano Gifuni, Presidente Onorario RCS Cesare Romiti, Prof. Pellegrino Capaldo e Prof. Raimondo Pasquino, Rettore dell’Università degli Studi di Salerno.

I premiati

  • Giorgia MELONI Giorgia MELONI

    Premio Giornalista nel Governo

    Giorgia MELONI

    Ministro della Gioventù

    Basta con questa storia del fascismo e dell' antifascismo! Siamo nati a ridosso degli anni ottanta e novanta, siamo tutti protesi nel nuovo millennio; difenderemo i valori sui quali si fonda la Costituzione e che sono propri anche di chi ha combattuto il fascismo”. Era il 2008 e con queste parole Giorgia Meloni, il più giovane Ministro che l’Italia abbia mai avuto, volle metter fine all’ennesima polemica fra idee politiche contrapposte, fra passato e presente, mostrando tutta la decisione e la voglia di rinnovare il passato ma con il rispetto di quanto già è precostituito, modus operandi che caratterizza questa giornalista e Ministro italiana. Nata a Roma, il 15 gennaio del 1977, la Meloni iniziò a far politica attiva nel 1997, quando venne nominata responsabile romana per “Azione Studentesca”, seguì l’elezione al consiglio della Provincia di Roma e l’ingresso a Montecitorio nel 2006, eletta tra le fila di Alleanza Nazionale, a soli 29 anni. Dal 2006 al 2008 è stata anche uno dei vicepresidenti della Camera dei Deputati, per esser poi nominata, nel 2008, Ministro per la Gioventù del IV Governo Berlusconi, incarico che ancora ricopre. Il più giovane ministro della storia repubblicana.

    La Meloni è una donna che da sempre proclama i valori del Centro-destra della politica italiana, ma che è di continuo rimasta aperta al dialogo ed al confronto con gli ideali di chi la pensa diversamente. Aspetto della sua personalità che le è valsa il rispetto degli avversari, anche quelli più distanti dal suo posizionamento.

    Da sempre impegnata nel contrasto della violenza come strumento di confronto politico, ha più volte dichiarato: “La violenza di ogni colore  tradisce sempre l’inferiorità ideale di chi ne fa ricorso”. Le caratteristiche più peculiari della Meloni, provengono dalla sua storia, dal suo essere vissuta e cresciuta a pieno contatto con la gente, nel quartiere romano della Garbatella. Forse è questo suo essere anello di congiunzione tra la gente ed i Palazzi del potere, che ha reso Giorgia Meloni una voce libera da pregiudizi, da ascoltare con cura, che si sia in accordo o meno con le sue idee, consapevoli di avere davanti una donna che usa parlare schietto, fuori dai denti.

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  • Walter VELTRONI Walter VELTRONI

    Premio Giornalista nel Parlamento

    Walter VELTRONI

    Politico, giornalista e scrittore

    E’ nato nel 1955 a Roma e qui risiede da sempre. E’ sposato con Flavia e ha due figlie, Martina e Vittoria. Nel 1976 viene eletto Consigliere comunale a Roma, ruolo che ricopre fino al 1981. Nel 1987 viene eletto deputato.

    Nel 1989 è tra i protagonisti, insieme ad Achille Occhetto, della svolta che porterà alla nascita del Partito Democratico della Sinistra. L’interesse per la comunicazione e l’informazione, ereditato da suo padre Vittorio, tra i primi direttori dei tele e radiogiornali RAI, lo porta nel 1992, giornalista professionista, alla direzione del quotidiano “l’Unità”.

    Un’esperienza durata dal maggio di quell’anno all’aprile del 1996: quattro anni in cui il giornale ha saputo aprirsi e rinnovarsi, in una fase politica molto difficile. Nel 1995 l’impegno politico diretto torna al centro della sua vita, con la promozione, insieme a Romano Prodi, della nascita dell’Ulivo, la coalizione di centrosinistra destinata a vincere le successive elezioni politiche dell’aprile 1996. All’indomani di queste assume la carica di Vice Presidente del Consiglio e Ministro dei Beni Culturali nel governo Prodi.

    L'attività di ministro gli ha permesso di impegnarsi attivamente per salvaguardare il grande patrimonio culturale del nostro Paese. Gli importanti risultati ottenuti nella valorizzazione e nel recupero dei beni culturali hanno fatto tornare l’Italia “nazione dell’arte”, un successo riconosciuto anche all’estero, per il quale la Francia ha voluto insignirlo, nel maggio 2000, della Legione d’Onore.

    Nel novembre 1998, dopo la caduta del governo Prodi, viene eletto Segretario nazionale dei Democratici di sinistra. Nel giugno 1999 viene eletto deputato al Parlamento europeo, dove entra a far parte della Commissione per la Cultura, la Gioventù, l'Istruzione, i Mezzi d'informazione e lo Sport. Seguendo sempre la sua passione per i temi della comunicazione e dello spettacolo a Strasburgo è anche Presidente dell’Intergruppo “Cinema, politica audiovisiva e proprietà intellettuale”.

    Nelle consultazioni amministrative del maggio 2001 è eletto Sindaco di Roma: la Capitale ha conosciuto negli anni dell’Amministrazione Veltroni uno sviluppo economico straordinario con indici di crescita in controtendenza rispetto al difficile momento registrato nello stesso periodo dall’economia nazionale, risultati eccezionali nel settore turistico, un rafforzamento decisivo della rete sociale, una vitalità culturale rinnovata, che le sono valsi riconoscimenti internazionali e l’attenzione dei mezzi di comunicazione di tutto il mondo. Nel 2006 Veltroni è rieletto Sindaco al primo turno con il 61,4% dei voti.

    Il 27 giugno 2007 dal Lingotto di Torino, si candida alla guida del nuovo Partito Democratico. Il 14 ottobre 2007 con il 75,81% dei voti diventa il primo segretario nazionale del Pd. Da le dimissioni il 17 febbraio 2009.

    Dal 2009 fa parte della Commissione parlamentare Antimafia.

    Negli anni ha pubblicato diversi libri: Il Pci e la questione giovanile (Newton Compton, 1977); A dieci anni dal '68, intervista con Achille Occhetto (Editori Riuniti, 1978); Il Sogno degli anni Sessanta (Savelli,1981); Il calcio è una scienza da amare (Savelli 1982); Io e Berlusconi (e la Rai) (Feltrinelli, 1990); I programmi che hanno cambiato l'Italia (Feltrinelli, 1992). Nel 1981 scrive Il Sogno spezzato, sulla figura di Robert Kennedy, mentre nel 1994 dedica un libro ad un'altra figura importante per la Sua formazione politica, La Sfida interrotta, sulle idee di Enrico Berlinguer, entrambi vengono pubblicati dalla Baldini & Castoldi.

    Nel 1994 la sua attenzione torna al cinema, raccogliendo le recensioni scritte per il Venerdì di Repubblica, in Certi piccoli amori della Sperling e Kupfer a cui segue, nel 1997, Certi Piccoli amori 2. Nel 1995 la Rizzoli pubblica il libro intervista realizzato con Stefano Del Re, La Bella Politica. Nel 1997 scrive invece per la Baldini e Castoldi il saggio Governare da sinistra. La battaglia che conduce per la cancellazione del debito dei Paesi del Terzo mondo e l'impegno per portare l’attenzione internazionale sulle condizioni dell’Africa, sulla lotta alla fame e alla povertà, lo hanno spinto a compiere un lungo viaggio attraverso diversi paesi africani. Un’esperienza che descrive nel libro Forse Dio è malato, pubblicato nel 2000 dalla Rizzoli. All’Africa si lega anche il programma radiofonico notturno (dalle frequenze di RAI Radio 2) Il Sindaco e il dj, con Pierluigi Diaco, dal quale è stata tratta una compilation musicale: Me We. Tutti i proventi del cd, uscito nell’ottobre 2002 per la CGD (il Gruppo Warner Italia), sono stati devoluti in beneficenza per costruire pozzi d’acqua in Mozambico, nei sobborghi di Maputo, inaugurati nel luglio 2003. Nel maggio 2003 ha conseguito la laurea honoris causa in “Public services” da parte della John Cabot University.
    Sempre nel maggio 2003 ha pubblicato, per Rizzoli, Il disco del mondo, sulla vita del giovane musicista jazz Luca Flores.

    Nel settembre 2004 il suo esordio nella narrativa con Senza Patricio, una raccolta di cinque racconti ispirati da un viaggio in Argentina, edito da Rizzoli e giunto in pochi giorni alla quinta edizione. Ad agosto 2006 è uscito il suo primo romanzo La scoperta dell’alba, Rizzoli, che è rimasto per settimane al primo posto delle classifiche. Alla fine dell'estate 2009 pubblica il suo nuovo romanzo, NOI. Nel mese di aprile 2010 pubblica un monologo per il teatro intitolato Quando cade l’acrobata, entrano i clown dedicato alla tragedia dell’Heysel che è stato rappresentato al festival teatrale di Ravello.

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  • Robert FISK Robert FISK

    Premio Internazionale

    Robert FISK

    Corrispondente in Medio Oriente per "The Independent"

    Robert Fisk: "The sky was filled with rocks. The fighting around me was so terrible we could smell the blood". Così Robert Fisk, in uno dei suoi articoli, racconta di un Paese in guerra. Le sue parole riecheggiano su "The Independent" il 3 febbraio 2011 e  parlano di un giornalista che ha passato la sua vita sempre in prima linea, sotto un “cielo in cui sfilano i lanci di sassaiole dei protestanti”, infuriati contro l’ennesimo tiranno.

    Queste parole ci raccontano il suo voler stare sempre dentro la notizia, lì, dove "i combattimenti attorno sono così terribili che l’aria sa di sangue".

    Nato a Maidstone, United Kingdom, il 12 Luglio 1946, e definito dal "The New York Times": "probabilmente il più famoso corrispondente estero britannico", ha lavorato anche come corrispondente in Irlanda e Portogallo, per approdare poi nel 1976 nell’area medio orientale in qualità di corrispondente per “The Times”.

    Questo giornalista si è reso diretto testimone dei fatti che racconta al mondo, così da poter vivere le sensazioni di chi la storia la fa e, non solo, la racconta dal di fuori.

    Importanti documentazioni sono state da lui prodotte per la guerra civile del Libano (1975), l’invasione sovietica in Afghanistan (1979), la guerra fra Iran ed Iraq (1980/1988) e l’invasione del Libano da parte di Israele (1982).

    Fisk ha informato il mondo anche durante la guerra civile di Algeria, le Guerre Balcaniche, il Conflitto Israelo-Palestinese, le Guerre del Golfo Persico.

    Questo giornalista inglese è l’uomo che ha sfidato Saddam Hussein; che ha raccontato delle attività USA in Afghanistan ed Iraq, dimostrando obiettività e voglia di portare la notizia, costi quel che costi.

    Da 36 anni Fisk risiede a Beirut, da dove documenta quanto accade in Libia e l’effetto domino che sta coinvolgendo tutta l’area nord africana e medio orientale, con importanti quanto preoccupanti eco mondiali: quando la rivolta ebbe inizio in Egitto lui era lì e così raccontava quanto stava accadendo in uno dei suoi articoli: "… Forse è la fine. Di sicuro è l'inizio della fine. In tutto l'Egitto decine di migliaia di arabi hanno sfidato i gas lacrimogeni, il getto degli idranti, le bombe assordanti e le pallottole vere per chiedere le dimissioni di Hosni Mubarak dopo oltre trent'anni di dittatura…..". Questo suo articolo s’intitola: Robert Fisk: "Al Cairo ho visto iniziare l'agonia...".

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  • Abdel Halim KANDIL Abdel Halim KANDIL

    Premio Mediterraneo

    Abdel Halim KANDIL

    Giornalista d'opposizione

    Abd El-Halim Kandil è riconosciuto come uno dei giornalisti arabi di maggior coraggio, per la sua fermezza nell’opporsi ai regimi totalitari.

    Cinque anni fa venne rapito e torturato dai sicari di Hosni Mubarak, che lo picchiarono e lo rilasciarono completamente senza vestiti ad Haram, nei pressi de Il Cairo, come monito per la sua attività di critica ed appoggio al processo di liberalizzazione dei diritti nel Paese.

    Questa terribile vicenda fu ripresa all’epoca dai maggiori organi d’informazione mondiali e fu opinione unanime lo sdegno per quanto accaduto: da ogni Paese arrivò una decisa disapprovazione per il tentativo di mettere un bavaglio alla libertà di stampa e di pensiero.

    Da sempre, questo giornalista, ha seguito le più scottanti vicende del mondo arabo; dal conflitto israelo-palestinese alle lotte intestine nelle singole Nazioni, comprese le proteste di popolo per le rivendicazioni ad una maggiore libertà e riconoscimento dei diritti umani.

    Membro attivo della “Kefaya” il movimento non ufficiale del Moniker, ossia il Movimento egiziano per il cambiamento e la democratizzazione, Kandil vanta una carriera prestigiosa: ha infatti lavorato come capo redattore per i quotidiani indipendenti d’opposizione più letti nel Paese, tra cui Al-Arabi Al-Nassiri (2000-2006), Al-Karama (2006- 2007) e Sout Al-Umma (2008-2009). “Kefaya è stato progettato per connettersi col pubblico, il popolo – dichiara Kandel- e noi vogliamo che la gente metta da parte le personali paure, per rivendicare i propri diritti politici ed economici”.

    Abd El-Halim Kandil è stato brutalmente rimosso dalla sua posizione di capo redattore del Sout Al-Umma dall’editore del giornale, Essam Ismail Fahmi, dopo aver scritto una serie di articoli critici nei confronti di alcuni funzionari di Stato e delle scelte politiche ed economiche del Governo.

    Per queste sue prese di posizione decise e coraggiose, questo giornalista ha subito minacce e ritorsioni nell’intero corso della sua carriera, collezionando quasi 90 cause per diffamazione, nel corso degli ultimi cinque anni, ad opera di esponenti economici e politici che non hanno gradito i suoi articoli.

    Uno degli ultimi casi è stato depositato nel 2008 da Ahmed Ezz, un influente uomo d'affari e figura dirigente NDP, Assemblea del Popolo, che è la camera bassa del Parlamento nonché un amico intimo del figlio del Presidente, Gamal Mubarak.

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  • Emanuela AUDISIO Emanuela AUDISIO

    Premio Speciale

    Emanuela AUDISIO

    Giornalista sportiva per "La Repubblica"

    Emanuela Audisio è nata a Roma, nel 1953. Ma è vissuta per molti anni all’estero. E’ laureata in Scienze Politiche. E’ inviato speciale del quotidiano La Repubblica, segue sport, cronaca, costume, esteri.

    Tuttora è l’unica donna ad aver vinto il Premio Gianni Brera ed è stata la prima giornalista donna che ha seguito in modo continuo i "Giochi Olimpici" ed i "Campionati mondiali di calcio", oltre ai Mondiali di boxe, di atletica, di ciclismo, di basket, dimostrando una poliedricità ed una notevole versatilità.

    All’Audisio va il merito di aver legato l’aspetto sportivo a forme socio - economiche, andando a sdoganare così la classica cronaca sportiva. In particolare ha soffermato l’attenzione sulle conseguenze di un gesto sportivo, regalando approfondimento e uno spessore nuovo ai resoconti sportivi.

    Ha diretto tre documentari storici: "Le streghe della notte", "La casa sul Lungofiume" e "Il Giudice dei Giusti".

    Ha scritto tre libri: "Bambini Infiniti" (2003), "Tutti i Cerchi del Mondo" (2004), "Il ventre di Maradona" (2006).

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  • Emanuele BOFFI Emanuele BOFFI

    Premio Giovani Under 35

    Emanuele BOFFI

    Giornalista per il settimanale “Tempi”

    Autore del Libro: “Emilia e i suoi ragazzi, l’opera civile della fede”, Emanuele Boffi, vuole con questo suo scritto sottolineare l’impegno nella passione educativa di Emilia Vergani, a dieci anni dalla sua scomparsa.

    Boffi è nato a Carate Brianza (MB) il 9 gennaio 1976. 

    Laureato in Lettere moderne all'Università Cattolica di Milano con una tesi in Storia del Giornalismo ("Gli inviati di guerra"), Boffi ha iniziato a collaborare al Settimanale “Tempi” nell'ottobre 2000.

    Qui, soprattutto nei primi anni, ha svolto, accanto alla professione giornalistica, anche altre mansioni: dalla correzione di bozze all'impaginazione grafica, dalla cura della segreteria di redazione a quella dell'inserimento dati nel sito internet.

    Di questa esperienza, il giovane giornalista racconta: “Non me ne lamento. Anzi, sono grato di aver potuto imparare che il confezionamento di un prodotto editoriale passa dal talento per la scrittura, ma anche dalla poco celebrata attenzione per l'impaginazione, il lavoro di desk e i conti da far tornare al 27 del mese.

    Questa piccola esperienza mi è stata utile in seguito quando, nel 2004, grazie a un patto fra gentiluomini tra il mio direttore (Luigi Amicone) e quello del Foglio (Giuliano Ferrara), ho trascorso un anno di stage al quotidiano romano. Qui, per sei mesi mi sono messo di buzzo buono, sotto la supervisione dell'allora vicedirettore Ubaldo Casotto, a fare titoli e a disegnare pagine. Per altri sei mesi ho provato a scrivere di mio pugno qualche articoletto.

    Oggi lavoro ancora a Tempi occupandomi, per lo più, di politica, questioni bioetiche, cultura. Non ho tempo libero, però ho quattro figli piccoli e scatenati”.

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  • Maite CARPIO Maite CARPIO

    Premio Speciale

    Maite CARPIO

    Regista e Produttrice per la Anthos Produzioni Srl

    Regista e Produttrice, tra le sue opere maggiori troviamo “Sorriso Amaro”, realizzato nel 2009 e selezionato per il “Nastro d’Argento” l’anno successivo. Con questo documentario la Carpio ha voluto fornire un ritratto introspettivo dell’attrice Silvana Mangano, facendo emergere come, con il ruolo che l’ha vista impegnata nel film di successo “Riso Amaro”, l’attrice italiana sia riuscita a svincolarsi dell’immagine di icona sexy per far emergere il lato più propriamente professionale.

    Maite Carpio nasce a Madrid e qui si è laureta in Scienze della Comunicazione e più tardi in Filosofia, presso l’Università Complutense di Madrid, per specializzarsi in seguito in Storia ed Estetica Cinematografica all’Università di Valladolid. Nel suo ricercare una formazione di stampo internazionale, la Carpio si è specializzata in sceneggiatura a Londra per poi recarsi in Italia e qui realizzare il suo Dottorato di ricerca, presso la facoltà dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

    Tra le sue esperienze professionali come giornalista, ha collaborato con il quotidiano spagnolo “El Pais” e l’emittente televisiva “Canal Plus”. Nel Bel Paese, ove torna diverse volte, ha realizzato diversi documentari, tra cui hanno avuto notevole risonanza “Il misterioso viaggio di F. Fellini”, elaborato per la RAI e presentato anche al museo Guggenheim di New York nel 2003 e "Romero, voce dei senza voce", realizzato lo scorso anno per RAI 3.

    I suoi documentari hanno ottenuto plauso e consensi a livello internazionale e sono stati proiettati nei maggiori festival cinematografici italiani ed europei, come “l’Ischia Film Festival”, il Festival del Cinema di Roma”, l’ “Holliwood Capri”, il “Festival Internazionale di Valloid” in Spagna.  

    Tra le sue attività, che l’hanno vista per l’intero arco della carriera cimentarsi in diversi Paesi nel mondo, val la pena sottolineare la  sceneggiatura per il film “Butterflies’ Seller, realizzato per la società statunitense “Roland Films”.

    In Italia Maite Carpio ha collaborato come consulente per la trasmissione “Stella del Sud”, andata in onda su RAI 1 dal 2006 al 2008. Nello stesso anno esce il suo libro “Matrimonio all’italiana”, sulla collaborazione tra Marco Ferreri e lo sceneggiatore spagnolo Rafael Azcona.

    Dopo il suo impegno nella sceneggiatura del film “Il caso dell’infedele Klara”, prodotto dalla Medusa Film, per la regia di Roberto Faenza, Maite Carpio ha iniziato una serie di collaborazioni con diverse pubblicazioni e riviste italiane, attività tutt’ora in corso.

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  • Stefano DE NICOLO Stefano DE NICOLO

    Premio Internet

    Stefano DE NICOLO

    Ideatore di "www.youreporter.it"

    Il mondo dei Media ha subito profonde trasformazioni con l’avvento di Internet, regalando all’informazione quella globalità ed immediatezza che hanno trasformato ogni utente in potenziale reporter. Ciascuno ha infatti almeno un telefonino che gli permette, come in realtà già accade, di filmare, immortalare eventi in tempo reale e portare testimonianze dirette ed immediate.

    Così, anche i nuovi operatori del mondo dell’informazione, cavalcando l’onda dell’innovazione tecnologica, hanno deciso di elaborare nuovi canali informativi, aprendo un interscambio di ruoli tra emittente e ricevente.

    Tra i promotori di questo nuovo modo di dare la notizia c’è Stefano De Nicolo, un giovane giornalista professionista che, nel 2007 – insieme ad Alessandro Coscia, Angelo Cimarosti e Luca Bauccio - ha ideato un sito, www.youreporter.it, ove ciascuno può immettere filmati e quant’altro, relativi a tematiche ed eventi di scottante attualità.

    Cliccando sull’indirizzo del sito, si possono quindi avere anche diversi punti di vista, tutti quelli di chi era sul posto ed ha messo a disposizione del mondo del web quanto vede e vive in tempo reale.

    "L'idea di creare YouReporter – racconta De Nicolo - nasce in un giorno di marzo del 2007. Lavoravo come videogiornalista a Canale Italia. Sempre più spesso capitava sui luoghi della notizia di incontrare persone che avevano girato video o scattato foto in modo amatoriale nei momenti immediatamente successivi l'evento. Immagini spesso di grande valore giornalistico per raccontare una notizia di cronaca. C'erano però delle grosse difficoltà nell'acquisire sul posto le immagini ad esempio da telefonini. A quel punto è nata l'idea di creare un sito che facesse da grande contenitore online delle immagini della gente. L'obiettivo è sempre stato quello di allargare il numero delle fonti a disposizione dei giornalisti, velocizzare il news gathering anche nelle località più lontane dai centri di potere mediatico e dalle grandi città. C'è stato un lungo periodo di riflessione e progettazione, durato oltre un anno. Ma dal 2008 - grazie all'entusiasmo e alla tenacia dei 3 soci, Luca Bauccio, Angelo Cimarosti e Alessandro Coscia - siamo partiti e da allora il sito è stato sempre in crescita. Anche le maggiori testate internazionali, inclusa Cnn, e le due più grandi agenzie Aptn e Reuters, usano YouReporter come fonte in situazioni rilevanti di cronaca”.

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  • Massimo FRANCO Massimo FRANCO

    Premio Giornalista Scrittore

    Massimo FRANCO

    Giornalista per “Il Corriere della Sera” e scrittore

    Massimo Franco è nato a Roma il 6 novembre del 1954. Ha cominciato la professione di giornalista come cronista e poi commentatore di “Avvenire” ai tempi del caso Moro, per poi divenire inviato per “Il Giorno e “Panorama”.

    Attualmente, oltre a collaborare con “LA7”e “RAI 3”, è notista politico ed editorialista del quotidiano “Corriere della Sera”. Alcuni suoi articoli e saggi sono stati pubblicati anche su testate straniere, come il “Los Angeles Times”, la rivista francese “Etudes”, il bimestrale inglese <Survival> e quello statunitense <Congressional Quarterly>.

    A Massimo Franco sono andati diversi riconoscimenti, tra cui il <Premiolino>, il <Premio Fregene> per la saggistica, il <Premio Capalbio> per la politica  e, nel 2010,  il “Premio Ernest Hemingway per il giornalismo” ed il “Premio Internazionale di Giornalismo Alberico Sala”.

    Come scrittore e saggista, ha raccontato il mondo della politica, i suoi intrecci italiani e internazionali, ed il ruolo svolto storicamente dal Vaticano in Italia: da,“Lobby: il parlamento invisibile. Candidati, gruppi di pressione e finanziamenti elettorali nell'America degli anni '80”, 1988, ad “Andreotti visto da vicino”, 1989.

    Alla <seconda vita> del senatore Andreotti, quella iniziatasi con i processi di Palermo e Perugia, ha dedicato un altro libro nel 2008: “Andreotti. La vita di un uomo politico, la storia di un'epoca”. Il saggio è stato definito un classico, per il modo in cui analizza uno dei personaggi politici più influenti e discussi della storia repubblicana, in Italia ed anche all’estero.

    A tal proposito, nella recensione di: “Dal recensore.com”, si sottolinea che questo di Franco “potrebbe sembrare un romanzo ma non lo è. E’ la ricostruzione storica, precisa e puntuale dell’esistenza dell’attuale Senatore a vita Giulio Andreotti. Un romanzo fatto di misteri, di enigmi, che nelle 358 pagine di questo volume quasi si dissolvono per far apparire l’uomo al di là … dei luoghi comuni che spesso, per ignoranza o per partito preso, ne hanno dato un’immagine> sovrastata  dai clichés e dal suo mito luciferino.

    Dagli scritti di Massimo Franco traspare lo sforzo dell’autore di andare oltre l’apparenza delle cose, affidandosi ad uno stile chiaro e asciutto; e cercando di mantenere un rigore costante nella ricerca delle fonti e nel racconto dei fatti.  

    Tra gli altri suoi libri troviamo: “Tutti a casa. Il crepuscolo di mamma DC”, 1993; “Hammamet”, 1995; “Il re della Repubblica”, 1997; “Polvere di spie. Intelligence, misteri ed errori nella caccia a Bin Laden”, 2002; “Imperi paralleli. Vaticano e Stati Uniti: due secoli di alleanza e conflitto 1778-2005, libro pubblicato anche negli Stati uniti nel 2009 da Doubleday-Random House.

    Il più recente saggio di Franco è: “C’era una volta un Vaticano. Perché la Chiesa sta perdendo peso in Occidente”, pubblicato da Mondadori alla fine del 2010, oggi alla seconda edizione.

    foto: Basso CANNARSA

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  • Stefano LORENZETTO Stefano LORENZETTO

    Premio alla Carriera

    Stefano LORENZETTO

    Giornalista e scrittore

    Giornalista e scrittore, Stefano Lorenzetto lavora per “Il Giornale” e “Panorama”. Collabora anche con “First” e “Monsieur” ed in 35 anni di professione giornalistica ha scritto per una quarantina di testate.

    La sua prima assunzione è stata a “L’Arena” di Verona nel 1975. Dopo aver fondato con alcuni colleghi il settimanale “Il Nuovo Veronese”, dal quale è nata “Telenuovo”, nel 1983 è tornato all’ "Arena". Nel 1995 ha lasciato da caporedattore il quotidiano veronese per trasferirsi a Milano, chiamato al “Giornale” da Vittorio Feltri, del quale è stato vicedirettore vicario, ruolo che ha continuato a ricoprire anche con Maurizio Belpietro fino al 1998 quando ha scelto di dimettersi per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura.

    Dall’agosto 1998, ininterrottamente, ha pubblicato ogni settimana sul “Giornale” un’intervista di un’intera pagina. L’ultima serie, “Tipi italiani”, dedicata in prevalenza a personaggi poco noti, è in assoluto la più lunga che sia mai apparsa sulla stampa mondiale ed è valsa all’autore l’inserimento nel “Guinness World Records 2011” per aver superato a giugno del 2010 le 500 puntate.

    Nel 2003 il direttore di Rai Educational, Giovanni Minoli, gli ha affidato il programma “Internet café”, 77 puntate in onda su Raitre. In precedenza aveva collaborato con Maurizio Costanzo alla realizzazione del “Maurizio Costanzo Show” ed è stato collaboratore fisso del “Corriere della Sera”, dei settimanali “L’Europeo” e “Anna”, dei mensili “Quattroruote” e ”Capital”. Ha scritto fra l’altro per “Oggi”, “Domenica del Corriere”, “Sette”, “Gente”, “Epoca”, “Visto”, ”Dipiù”, “Class”, “L’Occhio”, “Noi”, “Ciak”, ”A Tavola”, “Doctor”, “Medical Digest” e per le riviste di bordo dell’Alitalia e della Lauda Air, “Ulisse” e “Roger”.

    Altrettanto prolifica l’attività di scrittore. Ha pubblicato “Fatti in casa” (Sperling & Kupfer) e poi, per Marsilio, “Dimenticati”, “Italiani per bene”, “Tipi italiani”, “Dizionario del buon senso”, “Vita morte miracoli”, “Baldus”, “Si ringrazia per le amorevoli cure”, “Cuor di veneto”. L’ultimo libro, “Il Vittorioso”, una biografia di Vittorio Feltri sotto forma d’intervista, ha avuto cinque edizioni, per un totale di 100.000 copie.

    Molti e prestigiosi sono i riconoscimenti consegnati a Lorenzetto per la sua attività di giornalista e scrittore. Nel 1991 ha vinto il premio giornalistico “Norman Rockwell”, nel 1997 il “Penna d’Oca” promosso dall’Unioncamere del Veneto, nel 2000 l’“Estense” per il libro “Dimenticati”. Nel 2002 l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli ha consegnato il 37° premio “Saint-Vincent di giornalismo” e, poco dopo, il suo libro “Italiani per bene” è stato finalista al premio “Settembrini”. Due anni dopo si è aggiudicato il trofeo “Cortina terzo millennio” ed è stato proclamato «Personaggio dell’anno 2004», aggiudicandosi inoltre anche la prima edizione del premio “Una carriera per il giornalismo” istituito dalla Regione Veneto. Nel 2005 gli è stato consegnato a Roma il riconoscimento “L’Eccellenza” e il “Buongoverno” promosso dalla Fondazione Ali. Nel 2006 ha vinto il trofeo internazionale “Guido Carletti” per la solidarietà.

    Con Enzo Bettiza, Piero Ostellino, Gad Lerner, Miriam Mafai, Vittorio Feltri, Magdi Allam, Barbara Palombelli, Gianni Riotta e altri è stato fra i docenti del master in giornalismo “Leonardo Mondadori”, istituito in memoria dell’editore scomparso prematuramente.

    Fa parte delle giurie del premio letterario “12 Apostoli”, del “Masi Civiltà Veneta” e del riconoscimento Ferrari per il Titolo e la Copertina dell’anno.

    Alcuni dei suoi scoop - come la storia della tragica fine della prima moglie e del figlio segreto di Benito Mussolini, fatti internare dal duce in manicomio, oltre ad un’intervista con il cameriere marchigiano di Adolf Hitler - sono stati ripresi da “The Times”, “National Enquirer”,”Courrier International”, “Weekly World News”, “Point de Vue” ed altri organi di stampa internazionali.

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  • Enrico MENTANA Enrico MENTANA

    Premio per la Televisione

    Enrico MENTANA

    Direttore responsabile TG La7

    Enrico Mentana fa il giornalista da trentun anni. Tutti trascorsi in redazioni televisive.

    Cominciò 25enne al tg1, nella redazione esteri. Era il 1980. Tre anni dopo era già conduttore dell'edizione di mezza sera.

    Dopo aver seguito alcuni dei grandi eventi internazionali, come i vertici di Ginevra e Reykyavik tra Reagan e Gorbaciov, Mentana diventò nel 1988 capo dei servizi speciali del tg1.

    L'anno successivo passò al tg2, come vicedirettore: durò solo un anno e mezzo, per poi essere rimosso. Nella primavera del 1991 fu contattato dai vertici dell'allora Fininvest per costruire e dirigere il nuovo telegiornale di Canale 5.

    Il 13 gennaio 1992 nacque il tg5, diretto e condotto da Mentana per quasi 13 anni, fino all'11 novembre 2004. Quella sera fu lui stesso ad annunciare ai telespettatori che Mediaset aveva deciso di cambiare direttore, contro la sua volontà.

    Mentana restò a Canale 5 altri quattro anni: creò e condusse il programma di approfondimento di seconda serata Matrix.

    Fu licenziato il 9 febbraio 2009, per aver preso posizione contro la decisione dell'azienda di non dar conto adeguatamente della drammatica morte di Eluana Englaro. Un licenziamento dichiarato illegittimo dal giudice del lavoro.

    Dopo un anno e mezzo di forzata inattività, Enrico Mentana è stato chiamato a dirigere il telegiornale di La7. Il resto è cronaca ampiamente conosciuta, di un successo di pubblico e di critica che questo premio va a coronare.

    foto: Carlo FURGERI GILBERT

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  • Roberto NAPOLETANO Roberto NAPOLETANO

    Premio per la Carta Stampata

    Roberto NAPOLETANO

    Direttore de "Il Sole 24 Ore"

    La forza di un grande quotidiano è la sua anima. E' uno speciale legame di identità costruito per decenni con i lettori, i quali chiedono un punto di riferimento unico, sempre affidabile e al tempo stesso sorprendente dove ritrovarsi ogni giorno per osservare la realtà che cambia. Dal Messaggero (che ha guidato per cinque anni dal 1° febbraio 2006) al Sole 24 Ore (che dirige dal 23 marzo 2011), dal cuore pulsante della Capitale all'economia di un intero Paese, l'impegno giornalistico di Roberto Napoletano resta fedele a questo impegno: ascolto dei lettori, stile rigoroso e preciso, coraggio delle denuncia con le inchieste e informazione come passione civile.

    Il cronista e l'economia

    Nato a La Spezia il 22 maggio del 1961, Napoletano inizia la sua carriera nel 1978 come collaboratore di "Napoli Oggi" e "Napoli Notte ". Nel 1984 passa al "Mattino", come caposervizio del supplemento "Lettera Sud", diventando poi responsabile dell'Economia. Nel 1996 è caposervizio presso il "Sole 24 Ore", dove si afferma prima come caporedattore di Economia italiana e poi vicedirettore presso la sede capitolina del quotidiano economico, diventando anche reponsabile delle testate professionali Guida Normativa, Guida al Diritto e Guida agli Enti locali.

    Il grande amore

    Quando assume la carica di Direttore de "Il Messaggero", Napoletano indica la sua strategia d'azione, tesa a " distinguere tra giudizi e pregiudizi", con il preciso obiettivo, " giorno dopo giorno, di dare voce a quella maggioranza silenziosa che, a destra come a sinistra, ha voglia di uscire dai mille tabù italiani coniugando sviluppo ed equità . Cercheremo, soprattutto di aiutarla a riconoscersi. Il cammino sarà lungo. Noi non rinunceremo mai ad ascoltare il nostro lettore, con lui avremo uno sportello sempre aperto ". Napoletano imprime così una sferzata alla storica testata, rendendola più fluida, più aperta al dialogo col lettore e capace di denunciare ciò che mortifica la dignità delle persone (ad esempio con l'inchiesta sulle schiave bambine) o le energie più belle e vitali degli italiani, ciò che penalizza la voglia di vivere e la voglia di fare..

    Cinque anni con due elezioni politiche, due elezioni a sindaco di Roma, una consultazione regionale, orrori, scandali, veleni e gioie di una cronaca che non si è fatta mancare nulla. "Questo è stato per me il Messaggero - scriverà nel congedo ai lettori -, la più impegnativa, straordinaria, avvincente esperienza professionale e umana della mia vita. Un grande amore".

    Il ritorno a scuola

    Roberto Napoletano descrive oggi il suo rientro al Sole 24 Ore come un ritorno "a scuola, nelle aule della migliore facoltà di economia di questo Paese". Passione per l'economia, ma sempre con l'energia del cronista. "Ogni giornale ha un'anima - ha scritto nel suo editoriale di esordio come direttore -, quella del Sole 24 Ore è figlia di una lunga storia di successi che ha la sua forza nell'economia, in tutta l'economia, nel libero mercato, nell'orgoglio delle imprese che contribuiscono a fare dell'Italia il quinto Paese al mondo per valore aggiunto manifatturiero, ma anche in una cronaca puntuale e mai supina delle vicende della finanza e dei suoi protagonisti e in un affaccio importante sul mondo".

    La vocazione del Sole 24 Ore? "Essere guardiano del mercato, bussola per le imprese, i professionisti e le famiglie". Un giornale "di servizio", che si preoccupa per prima cosa di spiegare ai lettori che cosa succede nel mondo dell'economia e che cosa cambia concretamente, giorno per giorno, tanto nella loro attività professionale quanto nella vita personale. Uno strumento operativo che coniuga incessantemente notizie e istruzioni per l'uso.

    Libri e riconoscimenti

    Al direttore del Sole 24 Ore sono andati diversi riconoscimenti: il "Premio Ischia" nel 1990, Il "Premio Capalbio" nel 2004, il "Premio Nuova Spoleto Saggistica Economica" nel 2005, il "Premio Speciale Saint Vincent" nel 2007 per le inchieste in prima pagina ed il" Premio Gifuni" e la "Medaglia d'Oro" nel 2008. Tra le sue opere come scrittore abbiamo: "Fatti per vincere", "Se il Sud potesse parlare", "Mezzogiorno risorse nascoste" e i bestseller dell'economia "Padroni d'Italia" e "Fardelli d'Italia". Nel suo iter professionale Napoletano ha collaborato anche con "Il Mondo", "Il Mondo Economico" e "Il Corriere della Sera", oltre ad aver siglato, in qualità di autore, diversi programmi televisivi e radiofonici della Rai. Inoltre, è stato a lungo direttore delle collane di economia, management, saggistica e varia della Sperling e Kupler.

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  • Ruggero PO Ruggero PO

    Premio per la Radio

    Ruggero PO

    Responsabile e Conduttore di "Radio anch'io"

    "… La radio fu la prima ad aprire i microfoni agli ascoltatori, già alla fine degli anni '60, con Radiodue3131 prima e poi Radio anch'io, un programma radicato negli anni, ormai ha 33 anni… ", così Ruggero Po parla del fare radio, nel corso di un'intervista, convinto che anche con l'avvento del web, " la radio resterà la radio. Il media secondo me non è importante - sottolinea - l'importante è trasmettere quello che si sa, quindi l'informazione, quello che si è acquisito, con la voce e coi suoni, senza appoggiarsi all'immagine" . Questo è fare radio per Ruggero Po, oggi conduttore di "Radio anch'io"; questa è l'informazione di chi usa soprattutto la voce e le sue modulazioni per portare anche sensazioni ed emozioni, in un botta e risposta diretto.

    Po nacque a Carpi nel 1952 e, nel suo essere giornalista, ha sempre preferito la radio.

    La carriera di Po iniziò nel 1969 a "Radio Capodistria", emittente che nel 1973 rappresentò al "Festival Internazionale dei Programmi Radiofonici di Ohrid". A metà degli anni '70 fu tra i fondatori di "Radio Bruno", radio storica dell' Emilia Romagna e di parte del centro - nord Italia che, ancora oggi, qui fa segnare ascolti molto interessanti, con punte vicine a quelle degli esordi specie in terra emiliana. A "Radio Bruno", per circa 10 anni, Po coordinò i programmi d'informazione. Nel 1987 iniziò la sua avventura in "RAI" a "Radiodue3131" ove realizzò dei collegamenti in diretta sulle "realtà di frontiera", rubrica tesa a monitorare alcune verità estreme dell'Italia come il quartiere quale ZEN di Palermo.

    A "Radio 2", tra il 1989 ed il 1991 si cimentò in diversi programmi: "Via Emilia - Gente, nebbie, musiche e ricordi"; "Piccole voci - Il fascino sottile dell'etere"; "Uno la luna, due il bue", prima di approdare alla redazione del "Giornale Radio Rai" nel 1991 e 4 anni dopo nel "GR1" in fascia notturna, ove condusse "La notte dei Misteri" assieme a Paolo Francisci.

    Una breve esperienza lo portò al programma pomeridiano "Baobab" e poi alla conduzione del primo "GR1" del mattino fino al 2009, prima di passare a "Radio anch'io", programma di cui, ancora oggi, è responsabile e conduttore e dove: " la gente ha la possibilità di essere un protagonista... e lo fa con i mezzi basici del mestiere, bastano un telefono e un microfono non servono effetti speciali. Da questo punto di vista è la quintessenza della radio, un gioco di voci... E questo è molto diverso ad esempio dal blog. C'è un filtro minimo…, l'ascoltatore è in diretta per un'ora e senza musica e può dire di tutto... Devi garantire che non ci siano derive. È una cosa che richiede sangue freddo... Io ormai riesco a capire chi sta barando… ".

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  • RAI RAI

    Premio Speciale

    RAI

    Radiotelevisione italiana

    Rai con grande impegno ha informato e seguito con dirette, programmi, speciali e approfondimenti, le celebrazioni ufficiali, le cerimonie, le mostre e i grandi eventi dedicati ai 150 anni dell'Unita' d'Italia. Uno sforzo produttivo del Servizio Pubblico che proseguirà tutto l'anno. Un impegno delle Strutture Rai per contribuire alla conoscenza storica del Risorgimento, culminato con l'Unita' d'Italia nel 1861, e delle problematiche relative al processo unitario fino ai giorni nostri.

    Il momento istituzionale più solenne delle celebrazioni del 150° Anniversario e' stato il Saluto del Parlamento a Camere riunite a tutto il Paese, giovedi' 17 marzo, e il discorso alla Nazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in diretta su Rai1 e Rai Storia. Sono state molte le ore di diretta per seguire le cerimonie, a Roma e Torino, trasmesse da Rai1 e Rai Storia, a cura di Tg1 e Rai Quirinale.

    Un importante contributo e' stato dato da Rai Storia, il canale del digitale terrestre, che all'evento ha dedicato una maratona televisiva di 90 ore, oltre a programmi, approfondimenti storici e politici e appuntamenti speciali, che proseguiranno la loro programmazione per tutto il 2011. Un'ampia informazione sulle celebrazioni viene fornita dalle testate giornalistiche Rai in tv e alla radio, da Tg e Gr, dai Telegiornali Regionali e da Rai Parlamento con edizioni specifiche, da Rai News e Rai Italia, con programmi, rubriche e approfondimenti proposti da Radio Rai e da Televideo. Insostituibile e' stato poi il contributo della Direzione Teche della Rai, con i materiali del suo archivio storico, per realizzare ed arricchire le principali manifestazioni sui 150 anni dell'Unità d'Italia in corso da inizio anno in diverse citta'.

    Importante anche l'impegno di Radio Rai. "La notte tricolore" di Radio1, l'Unità delle Piazze su Radio2 "Racconta", le grandi dirette con le opere di Verdi su Radio3 e tutta una serie di programmi che hanno caratterizzato e caratterizzeranno i 150 anni dell'Unità d'Italia.

    Un anniversario presente anche sul Web con Rai.it e sul sito www.italia150.rai.it, con continui aggiornamenti su programmi, dirette ed eventi dedicati alla celebrazione.

    Tra gli appuntamenti piu' significativi, il programma di Rai1 "Centocinquanta", in prima serata condotto da Pippo Baudo e Bruno Vespa. La trasmissione e' iniziata mercoledì 16 marzo, dal Teatro delle Vittorie, con un lungo collegamento in diretta da Piazza del Quirinale a Roma, per l'inizio della Notte Tricolore, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nel corso della serata, Gianni Morandi ha intonato l'Inno d'Italia, accompagnato dall'Orchestra Giovanile e Coro di Santa Cecilia, con la partecipazione di tutto il pubblico presente in piazza; inoltre, collegamenti per seguire i festeggiamenti nelle piazze di Torino, Firenze e Napoli.

    Da segnalare, la rubrica del Tg2 "L'Italia in Superotto" che, nell'edizione delle 20.30, ha proposto da fine gennaio al 17 marzo filmati amatoriali, tratti da archivi privati ed enti pubblici.

    Straordinari gli eventi musicali trasmessi in diretta da Rai: le grandi opere di Giuseppe Verdi, "Il Nabucco" diretto da Riccardo Muti al Teatro dell'Opera di Roma e "I vespri siciliani" al Teatro Regio di Torino con la direzione di Gianandrea Noseda, il Concerto nell'aula di Montecitorio diretto da Riccardo Muti con l'Orchestra e Coro dell'Opera di Roma. Poi il Concerto del 1° Maggio, Festa del Lavoro, il cui tema era "La storia siamo noi. La storia, la patria, il lavoro", seguito in diretta da Rai3 e da Radio2, con ampi spazi informativi nei Tg e nei Gr.

    All'anniversario dell'Unita' d'Italia sono stati dedicati, tra l'altro, il 94° Giro d'Italia di ciclismo in onda dal 7 al 29 maggio su Rai3, Rai Sport1 e Rai Sport 2 con oltre 200 ore di diretta, con programmi e approfondimenti a cura di Rai Sport.

    Tra gli eventi che hanno celebrato questi 150 anni, la 24ª edizione del Salone Internazionale del Libro, dal 12 al 16 maggio al Lingotto di Torino, che ha avuto per tema "La memoria. Il seme del futuro" al quale Rai ha partecipato con proposte editoriali di Rai Eri e con spettacoli, convegni e incontri in un ricco calendario di appuntamenti. Nell'ambito del Salone, Rai Teche ha, inoltre, contribuito con importanti materiali storici alla mostra "1861-2011-L'Italia dei Libri", per raccontare centocinquant'anni di storia italiana attraverso la lente del libro.

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  • Carlo ROSSELLA Carlo ROSSELLA

    Premio Spettacolo Cultura e Società

    Carlo ROSSELLA

    Presidente Medusa Film S.p.A.

    Carlo Rossella è nato a Corteolona (PV) il 19 ottobre 1942. Durante il periodo dell’università ha ricoperto la carica di Presidente dell’Organismo Rappresentativo Universitario, ed è stato ai vertici dell’UGI, Unione Goliardica Italiana.

    Si è laureato in Economia e Commercio, dopo aver anche studiato e lavorato come giornalista - collaboratore alla Provincia Pavese e praticante dal febbraio 1969 alla Notte.

    Nell’aprile del 1969 è stato assunto da Alberto Ronchey a la Stampa, nella sezione attualità.

    Nel 1970 è passato a Panorama come inviato di politica e di cultura.

    Dal 1970 al 1978 ha coperto per Panorama i più importanti avvenimenti italiani, dal terrorismo alle vicende politiche dell’eurocomunismo. Nel 1978, dopo un lungo aggiornamento professionale a New York è diventato inviato di politica estera, viaggiando in tutto il mondo e coprendo guerre e crisi dal Medio Oriente all’Africa, ai paesi oggi ex socialisti e all’America Latina. 

    Nel 1987, dopo un altro soggiorno americano, è diventato capo redattore esteri di Panorama ed editorialista del settimanale.

    Nel gennaio 1991 è stato nominato direttore di Stampa Sera. Carica mantenuta fino all’agosto dello stesso anno, quando la Mondadori gli ha conferito il ruolo di vice direttore vicario di Panorama.

    Nel settembre 1994 la presidente Letizia Moratti e il consiglio di amministrazione della Rai hanno nominato Carlo Rossella direttore del TG1.

    Dopo aver portato il TG1 al massimo storico degli ascolti, Rossella è stato chiamato nell’aprile 1996 dall’avvocato Giovanni Agnelli alla direzione de La Stampa. Rinnovato il giornale e avviato il nuovo progetto grafico e consolidato il prestigio del quotidiano, ha lasciato l’incarico a Torino, per sua scelta e nel settembre del 1998 si è trasferito a Washington come editorialista internazionale per lo stesso giornale.

    Successivamente al  soggiorno nella capitale americana è rientrato in Italia al TG5, come direttore di Verissimo.

    A partire dal 5 ottobre 2000 Rossella è stato direttore responsabile del settimanale Panorama, del quale ha accresciuto il peso internazionale collocando il news magazine Mondadori tra i più importanti ed autorevoli del mondo.

    Da novembre 2004 a luglio 2007 è stato  direttore del TG5,  mantenendo inalterati gli ascolti, il prestigio e l’indipendenza di giudizio.

    Da luglio 2007 è stato nominato presidente della casa di produzione e distribuzione cinematografica Medusa Film.

    Rossella nella sua carriera ha vinto premi giornalistici prestigiosi: il premio Saint Vincent, il premio Modena, il Premiolino, il premio Ischia  per la Tv e il premio giornalistico Casalegno.

    Ha pubblicato per la Mondadori quattro libri di racconti di successo: Miami, Grand Hotel, Tango e Vodka.

    Carlo Rossella è collaboratore de Il Foglio dove è, fra l’altro, titolare della rubrica Alta Società, de La stampa e di Prima Comunicazione ed è editorialista per RDS (Radio Dimensione Suono).

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