\\ Premio Miglior Cronista
Barbara Jerkov
Il Messaggero

Barbara Jerkov nasce a Roma nel 1966 da genitori di origine croata. È caporedattore e giornalista parlamentare. Dal 2010 guida la redazione politica del Messaggero, prima donna a ricoprire questo ruolo nello storico quotidiano della Capitale.
Dopo la maturità classica al Liceo Giulio Cesare, ha continuato gli studi alla facoltà di Scienze politiche dell’Università La Sapienza di Roma, laureandosi con lode con una tesi in diritto amministrativo sulla partecipazione del cittadino al procedimento amministrativo. La scoperta del diritto costituzionale la porta ad occuparsi di comunicazione istituzionale e dei diritti del cittadino, collaborando a diverse iniziative per la denuncia degli sprechi pubblici, in anni in cui questi temi sono ancora pionieristici.


Il suo ingresso nel mondo del giornalismo avviene dalla porta principale, assunta nel gennaio 1994 nella redazione romana della Voce, il quotidiano fondato da Indro Montanelli. Da questo momento comincia la sua carriera da cronista politica e parlamentare, raccontando dalla trincea del Transatlantico di Montecitorio lo sbarco dei “marziani” di Forza Italia, con Msi e Lega, che in quell’anno rivoluzionano in pochi mesi la scena politica nazionale. Nel gennaio del 1995 il quotidiano di Montanelli la manda inviato a Fiuggi a seguire la svolta di Gianfranco Fini, affiancando - ancora praticante - le maggiori penne di tutto il mondo venute in massa per un evento a buon diritto definito storico non solo in Italia. Di lì a poco però la Voce chiude la sua breve vita e inizia a collaborare con diverse testate.


Nell’autunno dello stesso anno, Sebastiano Messina, capo della redazione politica di Repubblica, le offre l’opportunità di concludere il suo praticantato. L’anno successivo la vede all’Agenzia Italia, alla redazione parlamentare di Montecitorio. Un’esperienza, quella dell’agenzia stampa, che le consente di seguire da vicino, giorno per giorno, i lavori della commissione bicamerale sulle riforme istituzionali presieduta da Massimo D’Alema, e che avrebbe dovuto ridisegnare la seconda parte della Costituzione. L’esperienza d’agenzia rappresenta un capitolo determinante della sua formazione da cronista della politica e delle istituzioni.


Nei primi mesi del 1998 torna a Repubblica, dove resterà sempre alla redazione politica, fino al 2005. Viene incaricata di seguire Silvio Berlusconi presidente del Consiglio come inviata in giro per il mondo, e la nuova destra di Gianfranco Fini. Racconta la ricostituzione del centro dopo il crollo della Dc, sia attraverso le svolte del popolarismo di centrosinistra, dal Ppi di Franco Marini ai Democratici di Arturo Parisi, sia quelle di centrodestra, dal Ccd all’Udr “inventato” da Francesco Cossiga. Nel 2005 accetta la proposta del Messaggero e si trasferisce nella redazione politica di via del Tritone. 
Dopo solo un anno di scrittura, però, fa il grande salto che la vede passare dall’altra parte: ovvero guidare il servizio politico, prima come vice e poi come capo della redazione. È in questa veste che si impegna a trasformare la narrazione politica dandole un taglio legato alla vita concreta, puntando più sui provvedimenti che sui retroscena. Fino allo scoppio del Covid, quando la direzione del giornale le affida la copertura della vicenda, puntando su un giornalismo sempre più di servizio. L’idea è che in un momento tanto drammatico si possa contribuire a diffondere da un lato notizie verificate contro il dilagare delle fake news, e dall’altro informazioni pratiche dando ampio spazio in particolare ai riflessi sulla scuola e la vita delle famiglie.