\\ Premio Fiction
Il Commissario Ricciardi
Serie televisiva

FOTO FICTION SX Lino Guanciale_Commissario Ricciardi_Napoli San Carlo_©Anna Camerlingo.jpg

Nella Napoli degli anni Trenta del secolo scorso è ambientata una delle serie televisive più viste dell’anno su Rai Uno, si tratta della fiction Il Commissario Ricciardi, che ha ottenuto una media di ascolti di circa 6 milioni a puntata.
La serie è stata prodotta da Rai Fiction e Clemart, diretta da Alessandro D’Alatri e scritta da Maurizio de Giovanni, Salvatore Basile, Viola Rispoli e Doriana Leondeff. Dopo il successo della prima edizione è già in cantiere la seconda stagione, che si preannuncia ricca di misteri da risolvere.


Siamo di fronte ad una potente contaminazione di generi - poliziesco, mystery e melò - per un racconto coinvolgente che, sullo sfondo di una Napoli in chiaroscuro, indaga sul senso ultimo della vita e del dolore. Per ricreare gli ambienti alcune scene sono state girate a Taranto per la verosimiglianza dei quartieri della città pugliese con la Napoli di quegli anni. 
Il celebre commissario, nato dalla penna dello scrittore napoletano Maurizio De Giovanni, è un personaggio cupo con un potere speciale che tiene gli spettatori con il fiato sospeso per tutto il tempo. 


Luigi Alfredo Ricciardi, interpretato da Lino Guanciale, ha trent’anni, è originario del Cilento nel salernitano, alla comodità del titolo nobiliare di Barone ha preferito il ruolo di Commissario della Mobile di Napoli. Catturare gli assassini è la vocazione e l’ossessione di Ricciardi, che si porta dentro un terribile segreto, una maledizione ereditata dalla madre: vede il fantasma delle persone morte in modo violento e ne ascolta l’ultimo pensiero. Per questo il commissario si dedica in modo totalizzante al suo lavoro, indagando sui casi più spinosi e complicati.

Per lo stesso motivo ha deciso di rinunciare all’amore, anche se l’amore arriva ugualmente, inaspettato e struggente. Enrica (Maria Vera Ratti) e Livia (Serena Iansiti) sono due donne diverse ma entrambe animate dal desiderio di far breccia nel cuore del solitario commissario.

A Ricciardi manca la maggior parte degli strumenti investigativi usati oggi per risolvere i delitti, ma è dotato di una innata empatia e di straordinarie doti intuitive che emergono nel corso delle puntate. Vive in solitudine circondato dall’affetto di Rosa (Nunzia Schiano), la sua vecchia tata, una seconda mamma da quando il commissario in tenera età ha perso la sua.

 

Non ha tanti amici, un’aurea di mistero lo allontana anche dai colleghi, che si ricordano di lui per partecipare al clamore degli arresti eccellenti. I suoi amici sono il fedele e affezionato brigadiere Raffaele Maione, che grazie a Ricciardi riuscirà a scovare gli assassini del figlio Luca, agente di polizia morto in servizio, e il medico legale il dottor Bruno Modo, interpretato da Enrico Ianniello un’antifascista convinto che, nel corso della serie, rischierà la vita a causa delle sue idee politiche e sarà salvato proprio da Ricciardi per intercessione di Livia.

Sei puntate, sei casi da risolvere si intrecciano in un climax crescente con la vita del commissario diviso tra due donne. 
La caratteristica dei romanzi di de Giovanni sta nella rappresentazione minuziosa dei luoghi, dei personaggi e dei fatti tanto da portare il lettore ad immaginarsi un finale mai scontato. La trasposizione filmica è riuscita a ben rappresentare quella suspense che alimenta i libri di De Giovanni.