Premio Under 35

Francesco Maesano

Giornalista Tg1

“La differenza tra scrivere un pezzo politico per la carta stampata e uno per la televisione è il baricentro”. Francesco Maesano risponde così a chi gli chiede cosa abbia significato passare dalla Stampa al Tg1. “Un buon articolo di giornale si poggia su una frase più forte delle altre; il concetto intorno al quale ruota il resto del testo. È la frase che chi scrive spera di seminare tra i pensieri del lettore e per abituarsi a trovarla occorrono tempo e pratica. In un servizio da Tg la ricerca è anche più complessa: il punto è individuare una parola, una sola, abbastanza potente ed evocativa da convincere il telespettatore, che sta pranzando o cenando, a prestare un attimo di attenzione. Ma il tempo stringe sotto edizione e non sempre ci si riesce”.

Nato a Milano nel 1986, si trasferisce presto a Roma, dove vive. Si laurea in Filosofia alla Sapienza con una tesi su Jacques Derrida. Nel 2010 vince il concorso d’ammissione alla scuola di giornalismo della Iulm e nei due anni di praticantato lavora sotto la guida del professor Angelo Agostini. “Ci ha insegnato a cercare il rigore senza apparire zelanti e a restare scanzonati senza mollare un grammo di ambizione”.

Dopo l’esame da professionista comincia a scrivere di politica su Europa e a seguire con regolarità i lavori del Parlamento. È l’inizio della diciassettesima legislatura. Due anni dopo viene chiamato a scrivere per la Stampa dall’allora capo della redazione romana, Andrea Malaguti: “Seguivo il M5S che era appena entrato in parlamento - ricorda Malaguti - e c’era questo sconosciuto su Europa che mi aveva dato un buco. Poi, la settimana dopo, un altro. Dai miei anni da corrispondente a Londra mi è rimasto in testa un detto: “Fool me once, shame on you, fool me twice, shame on me”. (Della serie, un errore compiuto due volte non è più un errore, ma una scelta consapevole) E così ho deciso di capire chi era. Aveva 26 anni quando l’ho conosciuto. Senza la barba ne dimostrava pure meno. Però forse valeva la pena marcarlo. Dopo due anni a tenerci d’occhio ho deciso che era il caso di averlo in squadra”.

La Stampa è una vetrina che consente a Maesano di farsi leggere da un pubblico più ampio e generalista. Entra nel giro degli opinionisti dei talk show televisivi. Nel 2016, dopo due anni di lavoro al giornale di Torino, la rivista americana Forbes lo inserisce nella “30under30” dell’edizione europea. Questa la motivazione: “Come cronista politico per La Stampa, uno dei più grandi giornali italiani, Maesano copre il Parlamento a Roma ed è uno dei pochissimi giornalisti sotto i trent’anni a essersi fatto un nome in una grande pubblicazione”. A oggi è l’unico italiano ad aver ricevuto questo riconoscimento nella categoria “Media”.

Sempre nel 2016 vince il concorso Rai. Lascia la Stampa e prende servizio alla redazione politica del Tg1. Nel 2019, al terzo anno di telegiornale, riceve il premio Agnes nella categoria under35. “Ho pensato ad Angelo Agostini: le cretinate sono colpa mia, quel che resta di buono invece lo devo a lui e ai miei genitori. Dedico il premio a loro e alla mia generazione, per chiedere a chi è nato prima di noi di ricordarsene e di proteggerla: dalla violenza bestiale e dalle piccole miserie”.

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