Premio alla Memoria

Ida Colucci

Ex Direttrice, Giornalista Tg2

Cronista di razza, amante della vita e dei libri, del mare e dei viaggi con la passione della politica, che guardava e descriveva con profonda capacità di analisi e meticolosa passione, attraverso quei grandi occhi tra il celeste e il verde, che - lo confidava lei stessa agli amici più cari - un giorno in aeroporto avevano incrociato quelli di Madre Teresa di Calcutta, restandone affascinati per sempre.

C’è chi la descrive come gentile e amabile, disposta ad ascoltare e dare consigli ai colleghi più giovani. C’è chi, invece, la ricorda come grintosa e determinata, mai disposta a cedere uno scoop o un’intervista. Le fotografie sono entrambe vere. Entra in Rai nel 1991, dopo aver lavorato per l’agenzia di stampa Asca, Nuova Ecologia e Legambiente.

Giovane cronista giudiziaria negli anni Novanta, ai tempi delle stragi Falcone e Borsellino e del processo Sisde, Ida Colucci percorre tutti i gradini della carriera giornalistica: diventa cronista parlamentare e, poi, inviata all’estero: Stati Uniti, Canada, Corea del Sud, Giappone, Cina, Brasile, Medio Oriente.

Nel 2009 è Vicedirettore e, nell’agosto 2016, arriva la nomina a Direttore del Tg2. Pochi mesi dopo, aveva scoperto di essere malata di cancro ma questo non l’aveva fermata. Anzi ne aveva aumentato l’impegno “per rispetto della Rai – diceva - ma soprattutto dei telespettatori” e dell’occasione che aveva per sfruttare le grandi opportunità della rivoluzione digitale, per poter “shakerare” obsolete formule informative, che considerava stereotipate, sempre uguali in Tv da troppo tempo.  Così ha trasformato il Tg2 a sua misura: originale e coinvolgente ma sempre puntuale e rigoroso, capace di sorprendere con scalette che non ti aspetti, scelte editoriali controcorrente e, allo stesso tempo, in grado di garantire continuità informativa in ogni circostanza soprattutto durante le emergenze, con lei a coordinare sempre in prima linea: dal violentissimo terremoto in Umbria e Marche, nell’agosto 2016, alle presidenziali in USA con l’elezione di Donald Trump. Poi i numerosi speciali sulla catena di attentati che avevano sconvolto il cuore dell’Europa, tra la fine del 2016 e il 2017: Berlino, Londra, Stoccolma, Parigi, Barcellona e le dirette dal mercatino di Natale di Strasburgo, dove muore il giovane giornalista italiano Antonio Megalizzi. Esclusive, speciali, fili diretti, segnano il grande impegno del Tg2 nella tragedia del Ponte Morandi, nell’agosto 2018.

Del resto “l’impegno nel lavoro è una parte importante della terapia” le dicevano i medici che l’hanno avuta in cura fino al 19 agosto 2019, giorno in cui Ida si è spenta a Roma, a pochi giorni dal suo 59esimo compleanno.

La sua parola d’ordine era “innovare”, puntando sulla sequenza di dirette dai luoghi degli avvenimenti e valorizzando nel telegiornale temi e argomenti come l’arte, la letteratura, la musica di qualità, il teatro e tanto altro ancora.

“Un Tg del Servizio pubblico deve essere inclusivo e contribuire a smuovere coscienze - diceva Ida - su aspetti fondamentali della nostra vita di cittadini europei, come l’integrazione tra popoli e culture, la sicurezza sul lavoro, le passioni e i turbamenti del mondo giovanile, l’immagine e il ruolo della donna nella società”. Per questo, aveva voluto che ogni sera, alle 20.30, in un angolo dello schermo, un contatore fosse lì a ricordare l’assurdo dramma dei femminicidi in Italia. 

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