Premio Giornalista Scrittore

Antonio Polito

Editorialista Corriere della Sera

Antonio Polito nasce a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli nel 1956. Da adolescente intraprende la militanza politica iscrivendosi prima al movimento extraparlamentare di Servire il Popolo, poi nella Federazione giovanile del PCI. Ben presto però sceglie il giornalismo, frequentando la redazione napoletana dell’Unità, di cui diventerà capo cronista. Dal 1975 al 1988 lavora per il quotidiano fondato da Antonio Gramsci. 

Nel 1988 passa a La Repubblica, dove ricopre l’incarico di corrispondente da Londra e di vicedirettore sia con Eugenio Scalfari sia con Ezio Mauro. Nel 2002 lascia la testata per fondare e dirigere il quotidiano Il Riformista, giornale di sinistra moderata. Nel 2006 partecipa alle elezioni politiche candidandosi al Parlamento italiano con Democrazia è Libertà - La Margherita ed è eletto nella circoscrizione Campania. L’esperienza da Senatore del gruppo dell’Ulivo termina nel 2008 con la caduta del governo Prodi. Decide di non candidarsi nuovamente e torna a dirigere Il Riformista. Nel 2010 abbandona il giornale in occasione di un cambio di proprietà. Dal gennaio 2011 è editorialista de Il Corriere della Sera e nel 2014 gli viene affidata la direzione del Corriere del Mezzogiorno: il rilancio della testata napoletana collegata allo stesso gruppo editoriale lo premia con la nomina a vicedirettore del Corsera nel 2015.

Antonio Polito è autore di diversi saggi di successo e di due libri-intervista di argomento storico editi da Laterza con Eric Hobsbawm e Ralph Dahrendorf. L’autore pone al grande storico Hobsbawm una serie di quesiti su come sarà il mondo alla fine del “Secolo breve”, una lucida riflessione sugli equilibri globali e i loro orientamenti futuri. Nell’altra intervista a Dahrendorf al centro del discorso sono i processi che mettono a repentaglio la democrazia nella post-modernità alterando il tradizionale meccanismo della rappresentanza politica. Il focus è sugli effetti della globalizzazione economica e lo sviluppo delle nuove tecnologie. 

Per Rizzoli ha scritto nel 2012 Contro i papà. Come noi italiani abbiamo rovinato i nostri figli e l’anno successivo In fondo a destra. In Contro i papà l’autore critica il modus operandi di genitori troppo protettivi che si preoccupano di assicurare un futuro comodo a dei figli poco impegnati nel costruirsi autonomamente una propria identità. In fondo a destra è una disanima attenta del ventennio di Berlusconi e della storia della Destra dall’Unità d’Italia in poi.

I suoi libri per Marsilio sono Riprendiamoci i nostri figli, in cui viene rivolta ai genitori l’esortazione a recuperare la loro potestà genitoriale e riprendersi quel ruolo di guida messo in crisi da modelli culturali pericolosi, mentre Prove tecniche di resurrezione è un viaggio interiore alla ricerca di un sé da rinnovare con il progredire degli anni. Il suo ultimo libro, Il Muro che cadde due volte, è uscito un anno fa per Solferino, ripercorre trent’anni della nostra storia, dall’89 ai giorni nostri, intrecciando una lucida analisi politica con la vicenda personale e di una generazione, prima comunista e poi liberale.

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