Premio Giornalismo Sportivo

60 anni di "Tutto il calcio minuto per minuto"

Rai Radio 1. Conduttore: Filippo Corsini

Tutto il calcio minuto per minuto è un programma radiofonico sportivo in onda su Rai Radio 1 dal 10 gennaio del 1960. La trasmissione prende spunto da un format francese dedicato al rugby. La radio consente, diversamente dalla carta stampata, di raccontare per la prima volta in diretta la cronaca delle partite del campionato italiano di calcio.

Inizialmente fino a metà anni Settanta, per paura di un mancato afflusso agli stadi da parte dei tifosi, i collegamenti avvenivano durante i secondi tempi delle partite. La struttura di base prevedeva interventi a turno dai campi principali, mentre gli altri risultati erano aggiornati dallo studio centrale diretto per 27 anni, un record, da Roberto Bortoluzzi.

Firme note del panorama giornalistico sportivo collaborarono alla prima avventura radiofonica di settore, le loro voci ben presto diventarono familiari e rappresentarono un veicolo di proliferazione e diffusione di un gergo e linguaggio nuovo che avrebbero contaminato le abitudini linguistiche degli italiani.

Il giorno dell’esordio Nicolò Carosio è a Milano per Milan-Juventus, Piero Pasini a Bologna per Bologna-Napoli, Amerigo Gomez in Fiorentina-Sampdoria, a Roma Enrico Ameri per Roma-Vicenza e Genoa-Spal è affidata a Nico Sapio. Non ci sono interruzioni per i gol, un protocollo che toccherà ad Ameri stravolgere tre mesi dopo, da Milano, per segnalare una rete del romanista Pedro Manfredini in Inter-Roma 1-3.

È l’inizio di un formato radiofonico che farà storia, epoca e leggenda: «Scusa Ameri…, scusa Ciotti…, linea allo studio…». In poco tempo Tutto il calcio diventa un programma in codice, la cui crittografia è nota ai più. Un sequel perenne di cui la stragrande maggioranza conosce i protagonisti e le puntate precedenti. Una trasmissione architettata e orchestrata, che si svolge settimanalmente, scandendo la domenica pallonara degli sportivi italiani. La trasmissione si ascoltava ovunque, in macchina e a passeggio, in pullman o sullo skilift, a mare sotto il sole o seduti su un marciapiede, mentre si preparavano gli esami oppure al distributore di benzina. Nell’immaginario collettivo di quegli anni ritornano con naturalezza alla memoria immagini e foto di persone incollate alla radio. Un vero oggetto di culto che accorciava le distanze tra lo stadio e il tifoso, che solo fisicamente non si trovava sugli spalti ad assistere a una sfida ma per pathos e intensità del radiocronista si sentiva in prima fila dentro una partita. Agli appassionati bastava carpire una parola qui e una la per sapere cosa accadeva sui campi. Un boato sulla voce inconfondibile di Ciotti dall’Olimpico di Roma voleva dire che aveva segnato la squadra di casa, o la Roma o la Lazio, dipendeva dalla giornata di campionato. Il silenzio o la voce mesta simboleggiava il gol degli avversari.

I radiocronisti sono stati quasi sempre di sesso maschile, nel 1988 interrompe la consuetudine il debutto di Nicoletta Grifoni. Dopo Bertoluzzi il programma fu condotto da Massimo De Luca, dal 1987 al 1992; in seguito da Alfredo Provenzali e alla sua morte, avvenuta a luglio 2012, da Filippo Corsini che già curava un’edizione simile calibrata sul campionato di serie B.  Con l’avvento dei nuovi media la radio, per restare competitiva, ha dovuto rimodularsi. Tutto il calcio sbarca anche su Youtube, pubblicando le sintesi delle cronache in diretta delle partite trasmesse assicurandosi una nuova fidelizzazione con l’utenza.

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