Premio Under 40

David Allegranti

Quotidiana: Il Foglio

David Allegranti nasce a Firenze il 19 maggio del 1984 e cresce in provincia, a Lastra Signa, un Comune di circa ventimila abitanti. Dopo la maturità al liceo scientifico Niccolò Rodolico prosegue gli studi all’Università iscrivendosi a Filosofia.

La passione verso la professione del giornalista comincia ben presto, ha un’innata propensione verso i temi politici e da qui prende spunto il suo primo libro, pubblicato a soli 26 anni: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd edito da Vallecchi. Dal suo osservatorio privilegiato Allegranti ha vissuto da vicino il fenomeno e l’ascesa dell’ex sindaco di Firenze e nel testo ne traccerà gli aspetti più significativi.

Sono arrivati poi altri lavori legati allo stesso tema come The boy, scritto per Marsilio, sempre dedicato alla figura di Matteo Renzi, il carattere di novità che rompe gli schemi con una certa politica di sinistra; Siena brucia, pubblicato per Laterza, è una ricostruzione di quello che resta della Siena in decadenza con la crisi del banco Montepaschi; Matteo Le Pen, a cura di Fandango Libri, è un approfondimento sull’altro Matteo che domina la scena politica italiana, Salvini, il segretario della Lega che sta cercando di riorganizzare la Destra per diventarne il nuovo leader e Come si diventa leghisti, uscito con Utet, dove si narra della trasformazione delle storiche roccaforti di Sinistra in nuove enclave leghiste. Al momento sta scrivendo un romanzo nel quale non si parlerà di politica.

È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino nel 2013 sotto la direzione di Paolo Ermini, ha scritto per Vanity Fair, dove Luca Dini gli affidò una rubrica d’attualità dal titolo Corazzata Potemkin. In cui analizzava le vicende politiche e le loro implicazioni sociali nei vari contesti su scala nazionale e internazionale, che hanno riguardato gli uomini e le correnti più influenti degli ultimi anni da Obama a Macron passando per Trump e la politica italiana. Ha lavorato per la trasmissione Gazebo, su RaiTre, dove Diego Bianchi (in arte Zoro) lo aveva soprannominato il “renzologo” per le sue cronache su Renzi, e per La Gabbia, su La7. Ha collaborato inoltre con il quotidiano Europa e il settimanale Panorama.

Oggi lavora al Foglio – nella testata romana aveva svolto il suo primo stage a 20 anni, nel 2004; gli piacque così tanto che l’estate successiva tornò per un altro tirocinio – dove è in redazione dalla fine del 2016, chiamato dal direttore Claudio Cerasa. Continua a collaborare con il Corriere Fiorentino, per il quale firma una rubrica domenicale, Vacanze Romane. Scrive anche per il Messaggero Veneto e il settimanale ticinese Il Caffè.

Allegranti è mosso da una visione ben precisa del mestiere del giornalista, alla quale si ispira profondamente: «Credo fermamente in una certa idea di scrittura e di giornalismo. E per me il giornalismo è andare in giro. Ho sempre cercato di farlo. Tanto più oggi che, per merito di infiniti strumenti di contrazione del globo, tutto è a portata di mano. C’è e ci sarà sempre più bisogno di un giornalismo che accompagni sul posto il lettore, che è giustamente preso dalla sua vita».

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